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Le Terre Sicane >> Menfi

 

Brevi cenni
 

Anticamente nota col nome di “Inycon” la città di Menfi fu fondata nel 1638 da Diego Tagliavia Aragona. Situata lungo la costa sud-occidentale della Sicilia, in una posizione intermedia tra i templi dorici di Selinunte e gli scavi archeologici di Eraclea Minoa, Menfi oggi è una cittadina prevalentemente agricola che fonda la sua ricchezza sulla coltivazione della terra. In particolare è la coltivazione della vite e la produzione del vino che hanno reso celebre questa città in tutto il mondo, al punto di fargli meritare il riconoscimento della D.O.C. e la palma di “città del vino” .

L'antico borgo marinaro di Porto Palo è la più importante località balneare del comprensorio.

Bandiera Blu d'Europa anche per il 2005, il mare limpido di Porto Palo e la sua spiaggia sabbiosa si estendono per tutta la lunghezza del golfo in un suggestivo e rilassante ambiente naturale.

 
Cosa vedere
 

Castello di Burgiomilluso

     

 

La costruzione di questo prestigioso Castello viene fatta risalire dagli storici al 1263, anno in cui Federico II Hohenstaufen ordinò la costruzione di un imponente edificio nella terra demaniale di Burgiomilluso allo scopo di ripopolarla dopo la scomparsa dei musulmani dalla Sicilia. Oggi, dopo il sisma del '68, del vecchio castello è rimasta soltanto la Torre che è stata ricostruita nel 1987 e che ricalca fedelmente l'antica volumetria dell'originario edificio.
 
Palazzo Pignatelli
     

 

Nobile cornice della piazza Vittorio Emanuele III, il palazzo Pignatelli, edificato nel 1638 per volere di Diego Aragona Tagliavia Pignatelli, nella storia medievale costituiva la sede dei signori feudatari della "Terra" di Menfi. Nel palazzo, adiacente la torre del castello di Burgiomilluso, di recente sono state rinvenute, sotto la pavimentazione, una serie di tombe pertinenti ad una necropoli databile tra il V e il VI secolo d.C. Fanno parte del palazzo tre grandi magazzini chiamati anticamente "degli archi", "del vino" e un ultimo "cuba", nome arabo che ancora oggi svela l'antica origine del sito.
 
Chiesa di S. Giuseppe
 
La Chiesa di San Giuseppe, nonostante i danni subiti a causa del terremoto del 1968, è l'unico complesso monumentale religioso del Settecento che ancora emerge dalla vecchia Menfi. Costruita nel 1715, conserva una superba facciata completata nell'Ottocento, mentre l'interno, che si articola su di un'unica navata con volta a botte lunettata, possiede una ricca decorazione pittorica.
 

 
Palazzo Ravidà
 
  Il Palazzo Ravidà, realizzato intorno all'ultimo quarto del XVIII secolo dalla famiglia Ravidà Ferrantelli come residenza estiva, è considerato tra i più imponenti edifici neoclassici della provincia di Agrigento. L'elegante edificio, la cui facciata è incentrata su un pronao formato da quattro colonne sormontate da capitelli dorici e poste sopra un ampia gradinata, si affaccia su un cortile del centro storico di Menfi .
 
Porto Palo e la Torre di avvistamento
 
Progettata dall'architetto fiorentino Camillo Cammilliani, e sorta sul finire del XVI secolo, la Torre di avvistamento fa parte di un sistema di fortificazioni costiere, voluto dal Viceré Giovanni de Vega e realizzato dal successore Marco Antonio Colonna. Testimonianza delle scorrerie dei pirati turchi, la Torre di avvistamento sorge sul verde promontorio nel borgo marinaro di Porto Palo.  
 
Mostra di Malacologia
 
 

Nei locali della Biblioteca Comunale, sede dell'Istituzione Culturale Federico II, è custodita una delle più straordinarie esposizioni di Malacologia. La ricca e singolare collezione di conchiglie, comprendente circa 1700 esemplari provenienti da ogni parte del mondo, attrae anche il più distratto dei visitatori che rimane affascinato dalla bizzarria dei colori del mondo sommerso

 
Il Sole
 

Il Sole, spettacolare “porta d'ingresso” della nuova Menfi, si rivela come monumentale simbolo della rinascita economica e culturale di Menfi, dopo che il disastroso terremoto del gennaio del 1968 ne ha cancellato per sempre le tante memorie storiche ed artistiche. Il monumento, progettato negli anni novanta dall'arch. Vincenzo Calandra, sorge nella zona Nord della città ed è costituito da una sfera centrale e da un contorno di raggi

 
 
Zona archeologica contrada Montagnoli
 
 

La zona comprende due collinette rocciose che si elevano per circa 80 metri dal livello della pianura alluvionale del Belìce, esse costituiscono le ultime propaggini dell'altipiano del "Magaggiaro". Il sito si trova a 4 Km a nord dalla foce del fiume in corrispondenza del primo restringimento della pianura dove scorre il Belìce.