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Itinerari >> Archeologico |
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| Il ricco patrimonio archeologico delle Terre Sicane, con i suoi numerosi reperti storici rinvenuti, fa risalire al periodo paleolitico inferiore la primordiale presenza umana in quei luoghi. Tali reperti testimoniano che l'uomo fece la sua comparsa in Sicilia provenendo dall'Africa, sulle soglie del Quaternario, quando l'isola era ancora attaccata con l'Africa per l'assenza della fossa tunisina. Di seguito vengono riportati alcuni dei più interessanti siti archeologici delle Terre Sicane e dei dintorni.
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Per la prima volta il nome del sito Adranon emerge da un riferimento letterario fornitoci da Diodoro Siculo (XXIII.4.2) in relazione alla descrizione di alcune vicende relative alla prima guerra punica, culminata con la conquista romana del territorio, avvenuta attorno al 260 a .C.
Seguendo l'itinerario è possibile visitare l a necropoli, il sistema difensivo, le mura e la Porta sud, la fattoria, il Santuario delle Divinità Ctonie, il Santuario punico sotto l'acropoli, l'acropoli, l'area sacra punica e il Tempio punico. |
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La vasta area rimboschita che sovrasta il lago Arancio contiene un interessante sito archeologico. Si tratta di una serie di 5 tombe a grotticelle artificiali scavate lungo il costone calcareo ubicato ad ovest dell'area attrezzata.È possibile far risalire la necropoli al periodo del tardo bronzo metà del ferro.
Sotto il costone roccioso è stato ricavato un viottolo che consente di vedere da vicino le tombe. |
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In contrada Mastragostino a sud del paese di Montevago si trovano i resti di una villa rustica romana risalente al III sec. a.C.
L'area interessata misura circa 300 mq; lo scavo ha messo in luce alcuni ambienti rettangolari ed intercomunicanti costituiti da pietra marnosa e conci tufacei ed ha restituito dei frammenti di vasellame grezzo e soprattutto cocci di pithoi (contenitori delle derrate) tuttora riscontrabili nel sito. |
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Percorrendo la S.S. 188 a due Km dal vecchio centro abitato di Montevago in direzione Partanna, si trova il sito archeologico di Contrada Caliata. L'area, è stata scavata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambietali di Agrigento a partire dal 1988. Dalla sistematica esplorazione del sito è stato possibile individuare resti di un casale musulmano a forma rettangolare con muri di conci tufacei. |
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Il Parco Archeologico di Selinunte |
Selinunte, celebre in tutto il mondo, è una delle località archeologiche più importanti del Mediterraneo, dove è maggiormente documentato l'incontro-scontro fra la cultura greca e quella fenicio-punica.
Oggi, nell'atmosfera irripetibile del parco archeologico , si conservano i colossali resti di otto templi nel più
puro stile dorico , le cui magnifiche metope costituiscono la collezione più prestigiosa del Museo Archeologico Regionale di Palermo. Ma gli scavi non si fermano l'antica città è ancora in arte da scoprire. |
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La capacità creativa dei coloni Greco-Megaresi hanno fatto delle “Cave di Cusa" di Campobello di Mazara, uniche nel loro genere, un centro importante estrattivo di rocche e tamburi. Nel IV secolo a.C. con l'arrivo dei Cartaginesi che devastarono tutta la città, i Selinuntini furono costretti a sospendere i lavori di estrazione della pietra e tutto rimase incompleto.
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La Valle dei Templi di Agrigento |
La Valle dei Templi di Agrigento è sicuramente uno dei siti archeologici più interessanti d'Italia. Restaurato parzialmente nell'Ottocento e poi oggetto di sistematici scavi nel corso del Novecento, il complesso accoglie numerosi templi e santuari databili tra il VI e il V secolo a.C., costruiti in tufo arenario di colore giallo. L'area archeologica si sviluppa perlopiù entro l'antica cerchia muraria, lungo il crinale delle colline che circondano Agrigento da ovest a sud. Tra le rovine di maggior pregio, per la sua imponenza ed eleganza ma anche per il buono stato di conservazione, è il tempio della Concordia. Il più antico dei templi senza dubbio è il tempio di Ercole, in stile dorico arcaico. Bello e imponente è il tempio di Giunone, collocato sull'estremità della collina. Solo quattro colonne e una parte della trabeazione è tutto ciò che rimane del tempio dei Dioscuri, simbolo di Agrigento. Completamente rovinato al suolo, il tempio di Zeus Olimpo, con i suoi 113 m . di altezza, era sicuramente uno dei più grandi templi dell'antichità.
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Il teatro Greco di Eraclea Minoa |
A poche centinaia di metri dalla foce del Fiume Platani si colloca l'antico Teatro Greco di Eraclea Minoa. Il teatro, sistemato nella cavità di una collinetta, è aperto a sud verso il mare e presenta una costruzione geometrica consistente in una semicirconferenza le cui estremità sono prolungate con due linee rette e parallele. |
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Zona Archeologica di Segesta |
Segesta, con il suo Teatro e il suo Tempio, è un sito archeologico di grande interesse che impreziosisce la bellezza archeologica della nostra isola. Il Tempio, edificato nel V secolo a.C. ma lasciato incompiuto, sorge solitario su una collina fuori dalla cinta muraria ed è uno degli esempi meglio conservati di architettura dorica. Sulla cima più alta del monte, invece, è ubicato il Teatro, costruito tra il III e il II sec. A.C. nel quale, durante tutta l'estate, si svolgono manifestazioni teatrali di importanza nazionale e internazionale.
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Il castello di Venere di Erice |
Erice, la cui città antica è tutta un parco archeologico, è la città che simboleggia e rievoca il mito di Venere e di Enea. Erice sorge arroccata sulla sommità del monte San Giuliano, massiccio calcareo che raggiunge i 750 m d'altezza ed è ricoperto da belle pinete. La cittadina, di antichissime origini, è circondata da mura monumentali che sono state costruite in epoche diverse: alcune parti sono puniche, altre romane e normanne, altre ancora risalgono probabilmente ai fenici. La vetta del monte San Giuliano, è dominata dal castello medievale di Venere. |
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